Ieri è iniziato il congresso nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà (SeL). E’ stato il primo congresso di una formazione giovane ma non nuova. Nei consigli comunali, provinciali e regionali i valori di SeL sono già portati da gruppi che si sono dati, col tempo, nomi diversi (è questo il caso di Sinistra per San Casciano). Si tratta di una formazione non solo giovane ma piena di novità, quelle novità che oggi servono come non mai al paese.
Il Congresso è iniziato in tarda mattinata, i delegati, più di 1500, arrivati da tutta Italia, dalla Sicilia, dal Piemonte e perfino dalla Sardegna così come gli organizzatori e gli invitati. Tra le loro parole d’ordine: politica, passione, dignità, democrazia, lavoro e beni comuni.
Il Congresso si è aperto con l’intervento di Nichi Vendola che ha raccolto tali parole chiave della nuova sinistra e le ha unite in un discorso durato quasi due ore. Visibilmente emozionato, così come tutta la platea che incessantemente lo ha applaudito e sostenuto, Vendola ha affrontato tutti i più grandi problemi in poche e concise frasi. Ha parlato dei lavoratori di Pomigliano costretti ad accettare lavoro con meno diritti, delle proteste dei pastori sardi e di quelle di chi non vuole discariche nei parchi nazionali. Ha deprecato la precarietà che stritola una generazione, per poi contestare i tagli alla ricerca scientifica, alla scuola pubblica e, più in generale, a tutta la cultura. Contro la guerra e per la tassazione delle transazioni finanziarie, a sostegno delle energie rinnovabili e con lo sguardo verso il sogno latinoamericano, dove sono le formazioni di sinistra a governare nella gran parte di quei paesi, ha parlato dello smarrimento che negli ultimi anni ha colto il popolo della sinistra e ha dato nuova speranza di governo e radicalità che prende il nome di Sinistra Ecologia e Libertà.
Ma le parole di Nichi Vendola, mediaticamente riprodotte e ripetute, non sono state, per fortuna, l’unica voce di un popolo. Il giorno stesso e quelli successivi hanno preso la parola sia facce vecchie che molte facce nuove della sinistra e dell’ecologia italiana, un coro di voci unite per ricostruire un nuovo vocabolario della sinistra degli anni 2000. Un altro mattone della nuova sinistra è stato posto, la partita è adesso davvero riaperta.